venerdì 6 giugno 2014

J.G. Ballard - Il condominio

ferrigno (04-05-2009)

Questo romanzo è inverosimile.
È inverosimile che degli appartenenti all'upper class vadano ad abitare in un mega condominio-casermone.
È inverosimile che in un casermone di 2000 abitanti nessuno -NESSUNO!- denunci il primo omicidio e tutti quelli che seguono
È inverosimile che tutti accettino il disfacimento del casermone, è inverosimile che a pochi mesi dall'acquisto nessuno chiami un'elettricista venendo a mancare la luce ad un intero piano.
È inverosimile che uno che ha passato tutta la notte in un casermone senza né cibo né acqua né luce, assassinando i vicini e sbranando carne di cane e non lavandosi per settimane, vada a lavoro al mattino e I SUOI COLLEGHI NON SI ACCORGANO DI NULLA.
È inverosimile che parti del casermone vadano a fuoco e nessuno, fuori dal casermone, si accorga di nulla.
E così via, all'infinito.
Accettate come assiomi tutte queste inverosimiglianze, il romanzo incuriosisce e si fa leggere.
Tuttavia, a mio parere ha un grosso difetto: è troppo raccontato e spiegato. Il carattere dei personaggi si rivela non attraverso le loro azioni ma soprattutto nelle spiegazioni dell'autore.

voto: 2/5

fonte: anobii

giovedì 5 giugno 2014

Roberto Bolano - 2666 (4)

Alessio (13-04-2014)

Non ho dato un voto perché non mi sento in grado di dare una valutazione oggettiva. Comunque è uno dei libri più pallosi e inconcludenti della storia della letteratura.
Bolaño è evidentemente un poeta e cerca di trasferire la capacità evocativa della poesia nella forma romanzo. Benché lo sforzo sia encomiabile e il risultato artistico sia altissimo, l’effetto sul lettore è discutibile. La sensazione generale è quella di essere presi per il culo: nessuna delle cinque parti si conclude e l’ambiente che viene descritto è tremendamente depressivo.
Nell’integrazione delle funzioni poetiche all’interno della forma romanzo si tradisce infatti la missione consolatoria sia del romanzo che della poesia.
Una narrazione canonica – incipit, svolgimento, conclusione – rimette ordine rispetto alla realtà, consolando il lettore smarrito di fronte alle disarmonie del reale. Se la realtà è priva di logica, almeno il romanzo è un costrutto con una ratio identificabile e questo ci rassicura. Dall’altro lato, una poesia in forma canonica ha la capacità di andare oltre la logica per generare un livello più alto di armonia, e anche questo è rassicurante. Ma rintracciare l’ armonia oltre-logica all’interno di un romanzo poetico è uno sforzo decisamente poco consolatorio per noi lettori della domenica.
Un libro da leggere se siete dei critici letterati, o semplicemente dei pervertiti a cui piace gingillarsi con l’angoscia. Se siete gente normale come chi vi scrive risparmiatevelo pure. Per dirla con Kevin Spacey in House of Cards: “C’è un dolore che fortifica e un altro tipo di dolore, inutile. Io non posso sopportare le cose inutili”.

voto: s.v.

fonte: anobii

martedì 3 giugno 2014

Agota Kristof - Trilogia della città di K. (7)

claudia (28-09-2009)

Libro freddo, artificioso e troppo calcatamente nichilista. Alcuni passaggi si lasciano apprezzare per lo stile, ma il testo, nel complesso, non emoziona nè suscita interesse. Francamente disgustosa è poi la strisciante misoginia che permea ogni pagina. Una scrittrice di QUALCHE talento, che purtroppo della vita coglie solo la superficie. Tralatro in maniera distorta.

Voto: 1 / 5

fonte: ibs

lunedì 2 giugno 2014

J.D. Salinger - Il giovane Holden (6)

antorizz (14-01-2010)

In assoluto il libro più sopravvalutato della storia della letteratura... traborda di snobbismo americano dalla prima all'ultima pagina, non c'è luce, non c'è poesia solo il sapore di plastica rancida che ti ritrovi in bocca dopo aver vomitato e letto questo libro... Questo signore ha fatto bene a rifugiarsi come un eremita almeno per rispetto di quei poeti e geni che hanno fatto la storia della letteratura americana, Miller, Keruac, Burroghs, Fante.....mica questo cialtrone.

Voto: 1 / 5

fonte: ibs

domenica 1 giugno 2014

J.D. Salinger - Il giovane Holden (5)

Ignotus (08-02-2013)

Penso che coloro che parlano bene di questo libro altrettanto bene di coloro che lo farebbero, per esempio, dei "Fratelli Karamazov", e in generale di qualunque libro che vale 5/5; ebbene costoro forse non conoscono bene la letteratura. O hanno criteri di giudizio alquanto discutibili. Anche se non mi rivolgo agli adolescenti, perché si sa che ormai purtroppo la cultura e simili fanno pena in questo paese, e qualunque persona dica qualcosa di anche lontanamente bello o vero viene preso per un dio. Che tristezza.

Voto: 1 / 5

fonte: ibs

sabato 31 maggio 2014

Don De Lillo - Underworld (7)

Bicio (16-04-2012)

Aiuto...non posso credere che il tanto osannato DeLillo sia tutto qui! O sono stato particolarmente sfortunato ad approciarmi a questo autore partendo da questo romanzo, oppure io non gradisco affatto la sua prosa che ho trovato prolissa e noisa oltrettutto la storia corale che attraversa almeno un trentennio della storia americana; se voleva essere una metafora per comprenderne la genesi; io non l'ho capita. Stessa cosa mi è capitata con Pastorale Americana di Philip Roth. Se qualcuno mi può consigliare qualche romanzo migliore e diverso da questi due; prenderei seriamente in considerazione di poter concedergli un'altra possibilità. Grazie

Voto: 1 / 5

fonte: ibs

giovedì 29 maggio 2014

Albert Camus - La peste

Bicio (23-04-2012)

Scusate ma si può, senza ipocrisie, dire che quaesto libro tanto osannato, è di una noia mortale e che la storia ivi raccontata non disvela niente di trascendentale ne trasmette messaggi particolamente stimolanti. Se fosse stato un esordio, sfido tutti voi del partito del 5, come l'avreste giudicato? La domanda può sembrare provocatoria e l'esempio non pienamente calzante, ma chissà perchè, aldilà del fatto che i gusti come tali vanno rispettati, quello che mi lascia perplesso è la sensazione un pò "snobistica" che trovo nel leggere alcune recensioni di Classici o premi nobel; per cui se non capisci un tale autore o libro è perchè non ne possiedi le giuste chivi di comprensione! cioè molto garbatamente...non hai una cultura all'altezza!! Io, nelle mie limitatezze, coltivando una ultraquarantennale passione per ogni forma visiva, musicale, grafica , cinematografica e di scrittura, non posso non ricordare il ragionier Fantozzi ed il suo intrepido coraggio nel commentare il "celeberrimo" Film di Sergej Ejzen?tejn la Corazzata Potemkin....!!!!

Voto: 1 / 5

fonte: ibs