Bri74 scritto il Jul 23, 2011
Sopravvalutato. non capisco il largo consenso per questo romanzo. Si ammetto che ci sono alcune parti che ho trovato intense e piacevoli, ma si tratta di pillole (la morte della madre, e alcuni passi riguardanti Hanno), isole in mezzo ad un mare di noia e di "piattume". Quasi tutti i personaggi (ad esclusione forse di Tom) sono veramente tagliati con l'accetta, psicologicamente hanno lo spessore della carta velina. L'autore ne sottolinea i tic e le espressioni con una ripetitività veramente eccessiva: Christian che arriccerrà il naso 200 volte, Tony con il suo "alzare la testa e premere il mento su petto e il "io che ho conosciuto le cose della vita". Descrizioni poi veramente poco evocative, forse a causa anche della traduzione: "I lobi delle orecchie erano molto grandi..[omissis]..e appuntiti come quelli di una volpe" ?!?! perchè una volpe hai i lobi? Insomma 700 pagine inutili con qualche perla qua e là
http://www.anobii.com/books/016bfa3fdad62769c6/?comment=1&sort=6&page=2
Raffaele Birlini scritto il Mar 5, 2009
Alex Portnoy ha avuto la sfortuna di nascere in una famiglia di gente per bene e fa di tutto per rendere palese il suo malcontento. Il suo disprezzo per un padre definito babbeo perché lavora sodo, l'odio per una madre che si permette di imporgli una educazione, l'indifferenza per una sorella che reputa brutta e stupida.
Alex si ritiene l'unico intelligente nei dintorni, l'unico che ha capito quel che c'è da capire, ovvero che la religione è roba da scemi, la società borghese una condanna, la dignità personale costruita su valori tradizionali un'ipocrisia.
Alex prende la scusa di essere ebreo in un contesto di ebrei per scagionarsi dal proprio senso di inadeguatezza. Imputa tutte le sue mancanze all'essere ebreo, accusa gli ebrei di essere ebrei e i non ebrei di essere non ebrei, tutti uniti da una morale fatta di rinunce e sacrifici che non ha niente di razionale. Perché privarsi della soddisfazione che regala una vita ricca di trasgressioni?
Alex si stupisce di essere da solo a pensarla così, che non siano tutti come lui: ateo e comunista, che quando non è impegnato a difendere le fasce deboli nel suo ufficio di impiegato statale si dedica alla ricerca spasmodica del piacere carnale in tutte le sue forme e perversioni.
Pagine e pagine cosparse di erotomania e di tematiche sessantottine che fanno parte ormai del percorso di crescita dell'uomo moderno. Non stupisce che tutto ciò faccia nascere l'esigenza di rivolgersi a uno psicologo nel momento in cui tali dinamiche di rifiuto e contrasto persistono nella testa di un trentenne che si rifugia in una logica da irresponsabile per non uscire dalla bambagia di una egoistica, spensierata fanciullezza.
Questo credo sia uno dei libri più irritanti e diseducativi che abbia mai letto.
http://www.anobii.com/books/0102893ff2af6760df/?comment=1&sort=6&page=2#