venerdì 16 maggio 2014

José Saramago - Caino

Ivan Piffer (05-02-2011)

Saramago rimane uno dei piu' bravi scrittori che abbia mai letto, ma come "Il vangelo secondo Gesu' non mi convince quando usa arte per sfregiare una religione. Ha dimostrato rabbia nei confronti delle figure cristiane fondamentali e poteva risparmiarselo. Lontano dai fasti di cecita'.

voto: 2/5

fonte: anobii

giovedì 15 maggio 2014

Gabriel Garcia Marquez - Cronaca di una morte annunciata

zaraffa siculo  (11-10-2008)

Orribile libro, dal momento che sembra pervaso di una larvata apologia dei criminali sventratori e di una patinata elegia della prostituta finta verginella. Colombiano.

Voto: 1 / 5

fonte: ibs

mercoledì 14 maggio 2014

Joseph Conrad - La linea d'ombra (8)

Werehare  (17-10-2012)

Mi aspettavo qualcosa di tutt'altra statura: a fine lettura la domanda spontanea è stata "Embè?". La storia non è davvero niente di che, la narrazione è pesante e piena di pippe mentali tranne che in alcuni dettagli evocativi nelle descrizioni.

voto: 2/5

fonte: anobii

martedì 13 maggio 2014

Dino Buzzati - Il deserto dei tartari (3)

francesco (02-09-2008)

Testo leggibile, scorrevole, semplice, ma con delle incongruenze stilistiche, di forma e di sostanza. Emergono lacune e contraddizioni del personaggio. Il lasciarsi vivere non e' segno positivo, abbandonarsi seppure per un insano desiderio di scalare le posizioni della gerarchia militare non appare un motivo sufficiente per abbandonare la societa' civile.
Infatti il processo di osmosi se si tenta un'inquadratura calibrata del personaggio nella realta' del romanzo, e' compiuto in modo cosciente, non mi pare di aver scorto la neghittosita' dell'ambiente che tutto avvolgerebbe in modo surreale, quasi come se la fantomatica fortezza bastiani fosse d'un tratto divenuta la casa degli usher.
Sono punti di vista. Certo la prima apparente sensazione e' che il clima dell'ambiente eserciti una presa quasi soprannaturale,costringendo tutti gli astanti ad una perenne attesa, ma non e' che fuori dai bastioni la vita sociale che attende i reduci sia un 'oasi di pace almeno per giovanni, il quale forse piu' degli altri si vede schiacciato dal velo di trasparenza, letale diaframma separante che si'e'instaurato tra lui ed il resto del mondo per la ferma.
Singolare e simbolico il ripetersi a distanza di anni, dell'accoglienza da veterano quale e' diventato riservata al neofita tenente moro fresco di nomina, simile a quella di ortis dedicata a lui agli albori del viaggio. Drogo comincia l'incarico nell'inquietudine, finisce la carriera nella malattia,forse da eroe, serenamente, in attesa del trapasso, ultimo colpo di reni vibrato alla mala sorte che sembra accanirsi contro di lui, quando, ultima beffa crudele del destino,dopo la trentennale attesa spasmodica in cui vede morire colleghi in modo grottesco (interessante la digressione sul ghigno del sergente maggiore ligio al regolamento, impone con lo sguardo alla sentinella di sparare sulla recluta inadempiente corso ad un tratto all'esterno, il povero lazzari, e suggestivo il sogno funebre elegiaco del trapasso del collega angustina)ed altri meschini figuri, deve cedere a guerra in avvicinamento.(?)

voto: 3 / 5

fonte: ibs

lunedì 12 maggio 2014

William Golding - Il signore delle mosche (3)

sigurd (17-12-2008)

E' un'utile guida per quei giovani scrittori alla ricerca di consigli, soprattutto sul come evitare quegli errori fatali che potreste commettere nel dar fiato ai vostri pennelli intinti nell'inchiostro di china e della spregiudicatezza e che rischierebbero seriamente di farvi vincere il premio Nobel. Dio non voglia e abbia di voi pietà sempre.
Il signor Golding è esattamente un uomo da tapiro. Lui è una Vanna Marchi mondiale.
Ha scritto un'autentica porcheria e l'ha fatta spacciare per capolavoro. Non solo, ci ha creduto lui stesso. Il libro è un concentrato serio di strafalcioni. A partire dal concepimento.
Voi sareste in grado di andare a letto con vostro marito o vostra moglie e dire:
bella buzzicona/e mia/o stasera facciamo un bel figlioletto, maschio, con gli occhi azzurri, possibilmente con qualche lentiggine (non tante) e magari biondo! all'operaaa! sareste in grado? Ecco se sì, alzo le mani! Io ho un concetto un po' romantico del concepimento...
I libri così come i figli vengono soprattutto da un'esperienza intima,
amorevole, spesso sono proprio quelli pianificati che non vengono, e se vengono
non è mai come li vorremmo; non di rado gli scrittori (quelli onesti e sinceri)
paragonano i loro libri ai figli e spesso ne parlano con devozione quasi paterna.
Golding invece ha fatto l'errore più grosso che uno scrittore possa fare,
cercare di dimostrare una tesi e far convergere in essa storia e personaggi,
cavallo e cavaliere, forzatamente. Ne risulta un libro sciatto, vergognoso,
orripilante. Unica virtù: il titolo, per ovvi motivi.

Voto: 1/5

fonte: anobii

domenica 11 maggio 2014

Gabriel Garcia Marquez (1927-2014)

enzo (16-06-2012) a proposito di Cent'anni di solitudine

L'ho letto a 14 anni e mi sembrava bello. Oggi a ripensarci mi viene da ridere. Fortunatamente in seguito non ho quasi mai incontrato libri tanto modesti. A chi non lo conosce dico solo una cosa: lasciate perdere.

Voto: 1 / 5

fonte: ibs

domenica 6 novembre 2011

Fedor Dostoevskij - I Fratelli Karamazov (2)

david elias rebecca scritto il Sep 9, 2008

gli illeggibili sono anche questo: a volte alcuni libri risultano alternativi alle persone.
io, finchè sono qui, sto ancora scegliendo le persone.


http://www.anobii.com/books/018a64778fb2b0f494/?comment=1&sort=6&page=2