Laguna3 (17-10-2012)
Deludente è la prima parola che mi viene in mente anche se non credo che sia la più giusta. Non si capiscono i parametri per cui vengono scelti gli animali fantastici, talvolta provengono dalla cultura popolare, altre da testi altre ancora da sogni di alcuni scrittori (!). Non esiste una classificazione standard pseudo scientifica, manca una qualunque digressione. Gli argomenti sono sviluppati mediante la citazione o brevi commenti privi di criteri. Non riesco a capirne la chiave di lettura, ho trovato molto più utile un banalissimo manuale di mostri dei consueti giochi di ruolo.
fonte: anobii
La storia della letteratura finalmente riscritta dalla voce del popolo (del web)
lunedì 19 maggio 2014
domenica 18 maggio 2014
William Shakespeare - Macbeth
Giovanni Parisani (05-01-2013)
La storia, a molti nota, è carica di fascino: Lady Macbeth sonnambula che non riesce a lavare via il sangue dalle mani, la profezia che il regno sarebbe durato finchè la foresta non si fosse spostata, l'apparizione delle streghe danzanti, sono immagini che appartengono alla tradizione letteraria, ma nel libro (o almeno in questa edizione) non troverete molto più di questo.
voto: 2/5
fonte: anobii
La storia, a molti nota, è carica di fascino: Lady Macbeth sonnambula che non riesce a lavare via il sangue dalle mani, la profezia che il regno sarebbe durato finchè la foresta non si fosse spostata, l'apparizione delle streghe danzanti, sono immagini che appartengono alla tradizione letteraria, ma nel libro (o almeno in questa edizione) non troverete molto più di questo.
voto: 2/5
fonte: anobii
sabato 17 maggio 2014
Franz Kafka - America
venerdì 16 maggio 2014
José Saramago - Caino
Ivan Piffer (05-02-2011)
Saramago rimane uno dei piu' bravi scrittori che abbia mai letto, ma come "Il vangelo secondo Gesu' non mi convince quando usa arte per sfregiare una religione. Ha dimostrato rabbia nei confronti delle figure cristiane fondamentali e poteva risparmiarselo. Lontano dai fasti di cecita'.
voto: 2/5
fonte: anobii
giovedì 15 maggio 2014
Gabriel Garcia Marquez - Cronaca di una morte annunciata
zaraffa siculo (11-10-2008)
Orribile libro, dal momento che sembra pervaso di una larvata apologia dei criminali sventratori e di una patinata elegia della prostituta finta verginella. Colombiano.
Voto: 1 / 5
fonte: ibs
Orribile libro, dal momento che sembra pervaso di una larvata apologia dei criminali sventratori e di una patinata elegia della prostituta finta verginella. Colombiano.
Voto: 1 / 5
fonte: ibs
mercoledì 14 maggio 2014
Joseph Conrad - La linea d'ombra (8)
martedì 13 maggio 2014
Dino Buzzati - Il deserto dei tartari (3)
francesco (02-09-2008)
Testo leggibile, scorrevole, semplice, ma con delle incongruenze stilistiche, di forma e di sostanza. Emergono lacune e contraddizioni del personaggio. Il lasciarsi vivere non e' segno positivo, abbandonarsi seppure per un insano desiderio di scalare le posizioni della gerarchia militare non appare un motivo sufficiente per abbandonare la societa' civile.
Infatti il processo di osmosi se si tenta un'inquadratura calibrata del personaggio nella realta' del romanzo, e' compiuto in modo cosciente, non mi pare di aver scorto la neghittosita' dell'ambiente che tutto avvolgerebbe in modo surreale, quasi come se la fantomatica fortezza bastiani fosse d'un tratto divenuta la casa degli usher.
Sono punti di vista. Certo la prima apparente sensazione e' che il clima dell'ambiente eserciti una presa quasi soprannaturale,costringendo tutti gli astanti ad una perenne attesa, ma non e' che fuori dai bastioni la vita sociale che attende i reduci sia un 'oasi di pace almeno per giovanni, il quale forse piu' degli altri si vede schiacciato dal velo di trasparenza, letale diaframma separante che si'e'instaurato tra lui ed il resto del mondo per la ferma.
Singolare e simbolico il ripetersi a distanza di anni, dell'accoglienza da veterano quale e' diventato riservata al neofita tenente moro fresco di nomina, simile a quella di ortis dedicata a lui agli albori del viaggio. Drogo comincia l'incarico nell'inquietudine, finisce la carriera nella malattia,forse da eroe, serenamente, in attesa del trapasso, ultimo colpo di reni vibrato alla mala sorte che sembra accanirsi contro di lui, quando, ultima beffa crudele del destino,dopo la trentennale attesa spasmodica in cui vede morire colleghi in modo grottesco (interessante la digressione sul ghigno del sergente maggiore ligio al regolamento, impone con lo sguardo alla sentinella di sparare sulla recluta inadempiente corso ad un tratto all'esterno, il povero lazzari, e suggestivo il sogno funebre elegiaco del trapasso del collega angustina)ed altri meschini figuri, deve cedere a guerra in avvicinamento.(?)
voto: 3 / 5
fonte: ibs
Testo leggibile, scorrevole, semplice, ma con delle incongruenze stilistiche, di forma e di sostanza. Emergono lacune e contraddizioni del personaggio. Il lasciarsi vivere non e' segno positivo, abbandonarsi seppure per un insano desiderio di scalare le posizioni della gerarchia militare non appare un motivo sufficiente per abbandonare la societa' civile.
Infatti il processo di osmosi se si tenta un'inquadratura calibrata del personaggio nella realta' del romanzo, e' compiuto in modo cosciente, non mi pare di aver scorto la neghittosita' dell'ambiente che tutto avvolgerebbe in modo surreale, quasi come se la fantomatica fortezza bastiani fosse d'un tratto divenuta la casa degli usher.
Sono punti di vista. Certo la prima apparente sensazione e' che il clima dell'ambiente eserciti una presa quasi soprannaturale,costringendo tutti gli astanti ad una perenne attesa, ma non e' che fuori dai bastioni la vita sociale che attende i reduci sia un 'oasi di pace almeno per giovanni, il quale forse piu' degli altri si vede schiacciato dal velo di trasparenza, letale diaframma separante che si'e'instaurato tra lui ed il resto del mondo per la ferma.
Singolare e simbolico il ripetersi a distanza di anni, dell'accoglienza da veterano quale e' diventato riservata al neofita tenente moro fresco di nomina, simile a quella di ortis dedicata a lui agli albori del viaggio. Drogo comincia l'incarico nell'inquietudine, finisce la carriera nella malattia,forse da eroe, serenamente, in attesa del trapasso, ultimo colpo di reni vibrato alla mala sorte che sembra accanirsi contro di lui, quando, ultima beffa crudele del destino,dopo la trentennale attesa spasmodica in cui vede morire colleghi in modo grottesco (interessante la digressione sul ghigno del sergente maggiore ligio al regolamento, impone con lo sguardo alla sentinella di sparare sulla recluta inadempiente corso ad un tratto all'esterno, il povero lazzari, e suggestivo il sogno funebre elegiaco del trapasso del collega angustina)ed altri meschini figuri, deve cedere a guerra in avvicinamento.(?)
voto: 3 / 5
fonte: ibs
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