lunedì 12 settembre 2011

Louis-Ferdinand Celine - Viaggio al Termine della Notte

Michele Bertacchi michelebertacchi@hotmail.com (14-07-2005)
Sicuramente un libro che, sia con la trama forte e ricca, sia con il linguaggio schietto e pittoresco, approfondisce temi fondamentali del novecento... Lo fa con ritratti impietosi di personaggi spauriti, situazioni disarmanti e semicomiche. Ma il mondo che Celine ritrae è veramente esagerato: non lascia scampo ad alcun attimo di gioia, niente di genuino... Un pessimismo così schiacciante da appiattire tutto un secolo e ridurlo inevitabilmente ad un ammasso di schifezze. Davvero questo pessimismo sfegatato è arte? Esistono molte forme di pessimismo, più sottili, leggere e argute, che però riescono a scavare più in fondo, senza mai cadere nel banale come accade nel libro di Céline. La scrittura è pesante, scattosa e faticosa. I fatti si accavallano l'uno sull'altro, senza spessore, e molti personaggi sono talmente insignificanti da venire scordati nel giro di poche pagine. In poche parole, io tutta questa genialità proprio non la vedo... Un libro che si legge con fatica, un racconto che non è un racconto, bensì una raffica di frasi sconsolate, arrabbiate, talvolta volgari, che rotolano una sull'altra e ti vengono addosso, senza però lasciarti niente di buono (o di cattivo, perchè no?) dentro. Volete un consiglio? Esistono tante opere veramente valide ed indimenticabili, che ognuno dovrebbe leggere, dunque non sprecate tempo con le minori.
Voto: 1 / 5

http://www.ibs.it/ser/serdsp.asp?isbn=9788879720175&rec=41

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